Archivio per febbraio 2011

A volte ritornano…………..


Osservatorio legale di Emmanuela Bertucci
28 gennaio 2011 18:16
 
 Eurocontent Ltd., la societa’ tedesca che gestisce il sito easydownload, ha impugnato davanti al TAR Lazio il provvedimento dell’Antitrust che la condannava ad una sanzione totale di 960.000,00 euro.
La vicenda risale alla primavera del 2010: molti utenti segnalano ad Aduc che dopo aver scaricato da Internet software gratuito, si son visti ingiungere il pagamento di una quota associativa di 96,00 euro all’anno da parte di una societa’ tedesca che gestisce il sito internet easy-download.info. Raccontano di aver cercato su Google software freeware da scaricare (Vlc, Opera, OpenOffice, Acrobat Reader, ecc.) e di aver trovato come primo risultato della ricerca il link ad una pagina ponte ulteriormente linkata al sito Easydownload; di essersi registrati sul sito, scaricato il software gratuito, salvo poi vedersi arrivare, dopo piu’ di dieci giorni, una mail in cui si chiedeva il pagamento di 96,00 per aver sottoscritto un abbonamento al sito Easydownload. E’ quindi solo al ricevimento di questa mail che l’utente comprende di aver sottoscritto un contratto. La pratica commerciale e’ a nostro avviso ingannevole e scorretta, poiche’ l’utente non si aspetta certo di dover pagare per scaricare un programma gratuito, ne’ sceglie di andare sul sito Easydownload ma ci viene condotto da una pagina ponte “tranquillizzante” e a volte capace di ingenerare confusione (la pagina ponte relativa al famoso software Adobe Acrobat reader ha gli stessi colori del sito ufficiale di Acrobat).
Aduc invia all’Antitrust una segnalazione in cui denuncia l’accaduto e l’Autorita’ apre un procedimento, cui segue la condanna della societa’ che gestisce il sito: una multa di 960.000,00 euro. Dall’istruttoria emerge che Euro Content Ltd e’ una societa’ di diritto inglese ma operante in Germania, rivolta ad un pubblico italiano, con server in Olanda, sito registrato in Arizona e conto corrente in una banca slovacca. Una vera e propria Babele nella quale difficilmente i consumatori si possono districare da soli. Secondo l’Antitrust i ricavi della societa’ ammonterebbero a circa un milione di euro, poco piu’ della sanzione comminata. Nonostante il passaparola online, i forum e le nostre iniziative, una prima “mandata” di utenti ingannati –circa 7.000, per un importo complessivo di circa 672.000,00 euro– paga. Tanti altri seguono i nostri consigli e non pagano, ma un’altra fetta di utenti “crolla” dopo una serie di solleciti di pagamento con minaccia di ingenti spese legali e di segnalazione alle agenzie di credito. La pressione psicologica sugli utenti e l’idea di essere segnalati nelle centrali rischi come cattivi pagatori –e quindi di non poter poi ottenere finanziamenti– portano nelle casse di Euro Content Ltd altri 300,000 euro circa.
Ma Eurocontent Ltd, la societa’ che gestisce il sito, non ci sta e decide di impugnare il provvedimento al TAR Lazio, coinvolgendo nel procedimento l’Antitrust, l’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni e l’Aduc. La societa’ chiede che la condanna venga annullata: l’Antitrust avrebbe travisato i fatti edulcorando la realta’ e avrebbe sbagliato a condannare perche’ il comportamento della societa’ nei confronti degli utenti sarebbe stato trasparente, corretto e proporzionato. La societa’ avrebbe fornito ai consumatori le informazioni necessarie a garantire una scelta consapevole, con cura e attenzione: chi ha sottoscritto il contratto lo avrebbe dunque fatto consapevolmente, le informazioni sul sito erano ben chiare e visibili e le centinaia di segnalazioni pervenute all’Antitrust non sono proprio “genuine”, non sarebbero frutto di iniziative spontanee dei consumatori ma piuttosto “indotte” dalle associazioni dei consumatori, che con una massiccia campagna mediatica denigratoria avrebbero spinto gli utenti a non pagare e a fare denuncia all’Antitrust!
Quanto poi all’accusa di aver adottato una politica aggressiva nei tentativi di recupero del credito con toni idonei a pressare psicologicamente il consumatore, la societa’ si difende sostenendo di aver legittimamente esercitato un proprio diritto contrattuale.
Aduc, citata in giudizio come controinteressata nel processo davanti al TAR Lazio, sta valutando se costituirsi in giudizio ad adiuvandum, per difendere, insieme all’Antitrust le ragioni dei consumatori.

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